Sallustik o Robin Sallusti? Giochiamo con le figurine

Pubblicato il da Orson

Sallustik?

Sallustik?

Primo assunto: l'informazione oggi agisce sull'onda dell'emotività.

La vicenda di Alessandro Sallusti, a questo punto ex direttore de Il Giornale, ma siamo nel dubbio come le dimissione non ancora formali di Renatona Polverini dalla Regione Lazio, non è semplice come è stata posta e nasconde molto altro. C'è un fraintendimento che Sallusti sia stato condannato per un "reato d'opinione", ma la diffamazione non è un reato d'opinione.
Stiamo ai fatti: 5 anni fa apparve un articolo a firma Dreyfus sul giudice Giuseppe Cocilovo. Quel giudice aveva autorizzato una ragazzina tredicenne ad abortire, dietro richiesta della ragazza e di sua madre. Il quotidiano Libero commentava così: “Un magistrato ha applicato il diritto – il diritto! – decretando: aborto coattivo. (…) Qui ora esagero, ma prima domani di pentirmi, lo scrivo: se ci fosse la pena di morte, e se mai fosse applicabile in una circostanza, questo sarebbe il caso. Per i genitori, il ginecologo, il giudice. Quattro adulti, contro due bambini. Uno assassinato, l’altro (in realtà) costretto alla follia”. Sallusti, che nel frattempo si è trasferito a Il Giornale di Paolo Berlusconi commentava come duro, l'articolo, ma in sostanza un'opinione. Già, diciamo che è solamente duro chiedere la pena di morte per 4 persone, inoltre ricordiamo che la 194 è una legge dello stato italiano. Ma è un'opinione dire che una ragazzina sia stata costretta da 4 adulti ad abortire, cercando di descrivere la scena in maniera violenta come se ci fosse della coercizione fisica? Se io venissi da uno di voi e dichiarassi che siete uno spacciatore di droga assassino perchè avete offerto una sigaretta o un bicchiere di vino ad un amico, sarebbe opinione? Primo rischierei di essere preso a botte e poi denunciato per falso e diffamazione.

Santanki?

Santanki?

Secondo Assunto: il falso ha bisogno di una contro-narrazione è di un martire.

Il giudice Cocilovo querelò Sallusti, come era nel "suo" pieno diritto, perchè il diffamato ha diritto a ristabilire la verità in sede pubblica contro attacchi lesivi del suo onore. Sallusti però, forse non conscio della situazione, sotto effetto di alcol, per malafede o interesse, o altro, continuava: "Non ho accettato trattative private con un magistrato (il querelante) che era disponibile a lasciarmi libero in cambio di un pugno di euro, prassi squallida e umiliante più per lui, custode di giustizia, che per me”. Si trattava di una richiesta di patteggiamento con l'ammissione di colpa di Sallusti e un risarcimento di 20.000€ da devolvere a Save The Children. Poi scendeva in campo la Santanchè che invitava il popolo all'indignazione e alla rivolta. Dichiara la Santanchè: "E’ scandaloso, siamo l’unico Paese dove è rimasto il reato d’opinione, reato che non c’è più in Cina, nè in Russia”. La presunta compagna di Sallusti ha anche citato la Cambogia di Pol Pot - non poteva mancare - ha anche detto che è assurdo che Fiorito sia a piede libero e Sallusti vada in galera e infine ha chiesto la grazia al Presidente Napolitano.

Il coro

Il coro

Terzo Assunto: crea rumore e confusione per aumentare emotività e non far arrivare alle radici della vicenda.

Indignazione generale, commenti feroci sulla fine della libertà e compagnia cantando, per una vicenda che nessuno sa descrivere, perchè in pochi ne conoscono davvero i termini. Adesso si parla di riscrivere la legge, anche giusto perchè comunque è un dispositivo che deve essere aggiornato, ma allora perchè non indignarsi per altri casi come quello del 2010 di Gianlugi Guarino, stesso reato di Sallusti, 43 giorni di carcere ma di cui nessuno si è ricordato, eccetto Francesco Lanza nel suo post di oggi su Intervistato.com
Ma il coro serve anche a fare ridondanza arrivando al TT #siamotuttisallusti, ma neanche per idea. O forse si, nel senso che alla fine il cane grosso deve essere salvato.

Betulla

Betulla

Quarto Assunto: Il pentimento non serve alla verità ma a spostare il simulacro.

Renato Farina, l'Agente Betulla, parlamentare, quello condannato nel processo Abu Omar, confessa: Dreyfus sono io! Lo dice poco dopo la condanna in Cassazione, poi da parlamentare gode dell'immunità. Via al gioco rutilante dei commenti: Infame, Bastardo, Pusillanime, Vigliacco, ecc.
Quindi? Tutto a posto? Sallusti sarà graziato con l'applauso dei vips e gente del genere?

Simulacri

Simulacri

Epilogo: La verità non conta, conta solo il verosimile.

E' la triste conclusione a mio avviso della vicenda, che ha alcuni incroci strani. Il ritorno di Berlusconi, che la Santanchè saluta come l'ennesima rivoluzione, perchè viene in treno in mezzo alla gente, che si paragona un giudice alla dittatura comuniste, tema caro ad un certa parte politica, che si rinnovi il tema della deligittimazione del sistema giudiziario, perchè è necessario in questo momento e molto altre cose. La verità è che stiamo vivendo un momento di alta tossicità ovunque, tossicità psicologica che distrae, sempre nel simulacro che rimanda ad un altro simulacro, per dirla alla Baudrillard e basta leggere Dick per capire. Capire che oramai siamo in una recita senza copione, dove si va a braccio e senza destinazione. E' il post-presente, bellezza!

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