Monti, l'adulto, e la politica dei Peter Pan.

Pubblicato il da Orson

Monti, l'adulto, e la politica dei Peter Pan.

Una settimana fa, circa, discutevo con un paio di amici su Fb di politica, anzi precisamente di antropologia e politica sullo stato della classe politica italiana. Poi, con Orson, mi è venuta in mente questa riflessione: ma vuoi vedere che alla fine Monti rimane pure dopo le elezioni perchè tutto in realtà lo vogliono?!? Non sono un fan di Monti, ritengo che sia arrivato nel momento del de profundis italiano e che abbia fatto, piaccia o non piaccia, quello che gli altri non hanno fatto. Anzi, quello che altri non hanno avuto la responsabilità di fare. Infatti, Monti, nonostante le finta opposizione di piccole formazioni parlamentari, tipo la Lega, oppure l'Idv di Di Pietro, che ora ha altri guai a cui pensare, ha avuto il via libera da questo parlamento. Non viene fuori da elezioni popolari, ma i parlamentari che lo hanno votato si. Poi lacrime e sangue, la cronaca la sappiamo tutti, ci si dimentica pure del passato di un anno fa, certo ci potevano essere altre soluzioni, magari se qualcuno le avesse proposte in parlameno invece che nei talk show oggi vedremmo altre cose. Il fatto sta che Mario Monti è l'unico adulto nella politica italiana.
La questione è antropologica e non anagrafica. Tutti gli scandali visti finora hanno evidenziato come ci troviamo di fronte ad un insieme di bamboccioni, nulla facenti, che vivono nell'età d'oro, in una eterna post-adoloscenza come se a loro non fosse richiesto nulla, come se arrivasse sempre un papà o un adulto a sistemare le cose. Sarebbe anche meglio dire tardo-adolescenza, comunque in una dimensione che non arriva mai all'età adulta.

Monti, l'adulto, e la politica dei Peter Pan.

Una volta venica chiamato complesso di Peter Pan e ce ne sono parecchi anche oggi in Italia, basterebbe dare un'occhiata ai consumi e leggere la situazione per capirlo, si tratta di soggetti che non hanno la voglia di rinunciare a nulla. Prima qualcuno si faccia prendere dalla rabbia meglio spiegare cosa intendo. Non è che se a 40 anni vedi ancora i Simpsons sei un tardo adolescente, ma se a quell'età non hai ancora capito che hai delle responsabilità allora ci penserei. Il precario che fa un lavoro, se non due o tre, sicuramente non è un "peter pan", ma chi non viene a patti con la realtà dovrebbe farsi qualche domana. Non si tratta di essere più o meno choosy, per citare la più sciagurata dichiarazione della Fornero, ma di vedere se stai portando avanti un progetto tuo, personale. Perchè essere adulti significa scegliere, mentre la tardo-adolescenza è totalmente inclusiva. Sembra un delirio di onnipotenza e non puoi predicare e chiedere il cambiamento se non sei pronto ad accettarlo, perchè cambiare significa far morire qualcosa per far nascere qualcosa d'altro.

Credo che Marco Paolini abbia reso bene le mie intenzioni. Essere adulti significa scegliere, questo lo so per esperienza personale, e vuole dire anche seguire delle regole, che non sono per forza quelle degli altri, ma che includono anche il rispetto degli altri. Invece oggi viviamo nell'eterna giovinezza, nel suo marketing, per cui dobbiamo sempre essere giovani, basterebbe vedere il posto che oggi ha assunto il gossip nel mondo dell'informazione, o anche le file notturne per comprarte un gadget tecnologico. Il marketing emozionale che punta al sistema limbico e al secondo cervello, cioè ai neurotrasmettitori nell'intestino, pervade la realtà. I social network ed il mondo delle app sono del tutto conniventi per permettono di non rinunciare a nulla, di avere tutto in un mano, di essere non protagonsti solitari, ma di essere protagonisti all'interno di un gruppo e sappiamo che quando si è adolescenti si ha la necessità dell'approvazione del gruppo. Vengono soddisfatti bisogni fintamente primari e non sollecitati progetti. L'esplosione di rabbia che sfocia nel populismo è un sintomo evidente di questa tendenza. Prendete il M5S, ma si può ammettere che degli attivisti, comunque delle persone adulte, stiano su un palco senza mai dire una parola, che non possano andare in tv e che non possano esprimersi? Per non parlare degli altri, che oramai sembrano dei bambini capricciosi a cui hanno tolto i giocattoli. Siamo nella repubblica del "a mia insaputa" e del "sono stato fraineso".
Ecco che arriva Monti, l'unico nel bene e nel male, che si prende la responsabiltà. Saremo un paese migliore quando smetteremo di aspettare.
Per quanto mi riguarda continuerò a guardare i Simpsons, a criticare le cose che non mi piacciono, a curare le mie ossessioni e a prendermi le mie responsabilità. Ho scelto da parecchio tempo.

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