A che gioco giochiamo?

Pubblicato il da Orson

A che gioco giochiamo?

Due giorni mi è capitato questo.

-Ma questo come lo supero zio?- mi chiede mio nipote mentre sta giocando al computer, credo sia uno di quei giochi che trovi sulle piattaforme della Lego. Si ho un nipote, veramente ne ho tre, ma oggi c'è solo lui. Ha 8 otto anni, sveglio. Influenzabile? No, è un bambino come tutti quelli della sua età. Insomma io alla sua età mi vedevo con una benda sull'occhio a guida dell'Arcadia di Capitan Harlock, lui da quando è nato si è visto in un sacco di modi, compreso quello di vivere alle Hawai con un paio di amichetti guidando delle dune-buggy con rimorchio. Nel rimorchio ci sono delle moto.

-Basta adesso giocare. Vieni che facciamo merenda.

Preparo una tazza di latte al cioccolate e un caffè per me, intanto arriva il fischio del microonde che avvisa che il muffin al cioccolato ora è caldo. Mentre lui fa merenda guardando un cartone io leggo una cosa che ho trovato nel portatile, la mia tesi di laurea. Ci sono arrivato per caso. L'introduzione era su René Berger, studioso svizzero, e sul suo libro sulla tv, Il nuovo Golem. Televisione e media fra simulacri e simulazione.
C'è una lunga citazione di Borges all'inizio, credo sia da Il Libro degli Esseri Immaginari, comunque parla di come l'imperatore giallo e le sue creature fossero al di là dello specchio di fronte agli umani e di come le parti si siano NON rovesciate, ma di come sia iniziata l'invasione. Però! mica ero un'intuizione così sbagliata. Nè datata.
Mio nipote cambia canale e ci troviamo di fronte questa notizia.

Forse era Fox News, non so come ci è arrivato, forse il caso, o il destino, o qualcosa di molto simile alla merda, fatto sta che devo riassumere ad un bambino di 8 anni che un ragazzino di 13 anni a Chicago, ha sparato di notte, con una 9mm, al cugino di 16, dopo che durante il pomeriggio avevano avuto un litigio sull'XBox.
Insomma come si fa? Non avevo neanche molto tempo per realizzare qualcosa, inoltre se avessi cambiato canale non avrei risolto niente. Cioè, i videogiochi mi piacciono, non ho una console in casa per scelta, non farei più niente nel caso, non leggerei più una riga, non guarderei neanche mezza puntata di una serie e non credo lavorerei più.
Non sono neanche un proibizionista, mai stato riguardo l'intrattenimento, sono cresciuto coi manga e gli anime, farlo ora è assurdo dopo che anche la Cina ha smesso di fare le crociate!

Poi mio nipote, finisce il muffin, finisce il latte, mette la tazza nel lavello e mi guarda.

-Zio guarda che devo studiare geografia prima di andare via.

-Ok!- dico prendendo il telecomando e spegnendo il televisore. Salvato dalla geografia, però la questione resta è non da poco.
Come sono sopravvissuto io alla distinzione fra realtà e simulazione? Come l'ho acquisita?
Ma, soprattutto, sicuri che oggi riguardi solo i bambini?

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